jhapa

Jung Hillman Archetypal Psychoanalysis Association

JHAPA (Jung Hillman Archetypal Psychoanalysis Association/ Jung Hillman Associazione di Psicoanalisi Archetipica) si ispira direttamente al pensiero e all’opera di Carl Gustav Jung e di James Hillman, pionieri di uno sviluppo ad orientamento archetipico della psicoanalisi.
La JHAPA si pone come CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA PSICOANALISI LAICA (Confederation for Lay Psychoanalysis), PSICOANALISI FILOSOFICA, PER L’INDIVIDUAZIONE, e sorge a Firenze con il principale obbiettivo di radunare scuole e associazioni di formazione psicoanalitica di diverso orientamento, tutte però ispirate ed accomunate dall’identità specificamente laica della professione psicoanalitica.
Sulla base delle fondamentali riflessioni di Sigmund Freud, particolarmente nel suo celebre lavoro del 1926 “La questione dell’Analisi laica”, ed. Mimesis, circa il problema dell’analisi condotta da non medici (e modernamente si potrebbe ben aggiungere da non psicologi), in considerazione di quanto emerso dal pluriennale dibattito in ambito professionale e culturale circa la differenza fra la psicoterapia e la pratica della psicoanalisi, distinzione peraltro voluta fin da subito dal legislatore – che proprio per questo non ha inserito, né volutamente menzionato la Psicoanalisi nella legge che istituisce e regola la professione di psicologo e psicoterapeuta (si leggano a tal proposito gli espliciti intendimenti presenti nei lavori e negli atti parlamentari) -, si è costituita nel 2009 la CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA PSICOANALISI LAICA, organismo di livello internazionale che, oltre ad avere una propria impostazione didattica (strutturata già a fine anni novanta dello scorso secolo nella Scuola di Filosofia del Sé e Analisi del Profondo, dal 2011 anche denominata Scuola Master Internazionale di Studi sull’Anima, scuola di Filosofia e Psicoanalisi), intende rappresentare anche una sede eccellente di confronto e coordinamento fra le diverse associazioni e scuole di formazione esistenti nell’ambito della Psicoanalisi; un confronto non tanto in ordine ai contenuti che caratterizzano le varie scuole ed i loro differenti orientamenti, con le loro diverse visioni e prospettive e i differenti motivi e moventi epistemologici, naturalmente diversi, che contraddistinguono la pratica di questa disciplina e professione e da cui originano le differenze teorico-pratiche dei singoli percorsi formativi con i loro autonomi sviluppi, quanto in merito alla condizione professionale dello psicoanalista dal punto di vista culturale, giuridico ed etico e alla pratica medesima della Psicoanalisi, considerata nel rapporto comparato con i diversi ordinamenti statuali.

Obbiettivi fondativi

Tra gli obbiettivi fondativi vi è quello di continuare a porre con forza la realtà naturalmente ed ontologicamente laica, in quanto filosofica e transdisciplinare, della psicoanalisi e continuare a preservare – come peraltro avviene già attraverso la legislazione di molti paesi europei e non solo europei – la condizione professionale della Psicoanalisi e dello psicoanalista come realtà naturalmente laiche, come peraltro sempre voluto ed affermato in ogni sede dal fondatore della disciplina, Freud e successivamente dai più autorevoli maestri e didatti: Jung, Lacan e molti altri. Ci sembrava a questo punto doveroso, dopo molti anni di confronti e contributi in ordine sparso, proporre un coordinamento di livello internazionale, che sapesse travalicare gli ormai insufficienti (al dibattito e al confronto in questione) confini nazionali e fosse capace di promuovere culturalmente, politicamente e istituzionalmente l’idea fondante e fondamentale della Psicoanalisi laica.

Differenza tra psicoanalisi e Psicoterapia

Fondamentale e propedeutico all’adesione è il riconoscimento della netta distinzione fra Psicoanalisi e Psicoterapia, orientate a due finalità diverse. Valga come breve introduzione all’argomento la differenza che operiamo sempre fra “analisi”, come metodo filosofico che cura l’Anima, e “psicoterapia”: l’analisi si propone come percorso non di breve durata non già per la remissione di uno o più sintomi quanto semmai per fornire quegli strumenti di conoscenza e consapevolezza di sé che curano la psiche; l’analisi è perciò connessa con il termine di “cura”, da leggere nell’accezione più ampia e molto più che meramente e riduttivamente clinica. Con questo termine si intendono infatti tutte quelle azioni quotidiane o comunque ricorrenti, talvolta anche con finalità di prevenzione, rispondenti a bisogni del tutto naturali, “interiori” ed “esteriori”, che proviamo sanamente e normalmente tutti: prendersi cura di sé, dei problemi quotidiani “concreti”, dei propri interessi economici così come dei propri pensieri, fantasie, sogni e stati d’animo o piuttosto dei bisogni del proprio corpo (lavarsi, mangiare, dormire, etc…), del proprio ambiente e microcosmo (con gli oggetti che ci sono cari), così come annaffiare le piante, curare la casa e il giardino, accudire il cane o gli animali; tutte queste cose sono “cura” e in nessuna di queste il movente esclusivo è la necessità di far scomparire sintomi disturbanti, patologie e sofferenze, cosa che appartiene invece come tratto distintivo alla terapia. La cura è quindi tutt’altra cosa dalla terapia, anche se talvolta, per approssimazione, se ne fa grossolano ed erroneo sinonimo. Com’è evidente quindi, il termine “cura” non significa affatto risposta o ricerca di soluzioni a patologie o a sintomatologie patologiche, com’è invece il significato del termine “terapia”: “terapia” è piuttosto riparazione ad un trauma, ad una “rottura interiore” o psichica (in metafora, il meccanico che ripara una rottura all’automobile “fa terapia”).

Il processo di individuazione e la conoscenza di Sé

Lo scopo forse principale della Psicoanalisi ad orientamento junghiano, ad esempio, è l’Individuazione, ovvero la profonda, spirituale, filosofica Conoscenza di Sé e del Sé.
Il Processo d’Individuazione (così l’ha chiamato Jung), come percorso di cura dell’Anima, è necessariamente, per natura, non breve, visto che la sua finalità è la profonda conoscenza di Sé e che questa non si può soddisfare ontologicamente in poche sedute (come del resto, ad esempio, non si diventa ingegneri se non attraverso un lungo percorso); questo percorso di “analisi come conoscenza di sé che cura” – una vera e propria “Filosofia del Sé” – non si propone affatto di “riparare” uno o più sintomi magari individuandone le cause, il che è tipico, caratterizzante e scopo di ogni terapia – lavoro invece che può richiedere anche soltanto pochissimi incontri –, quanto piuttosto di portare avanti un complessivo e profondo lavoro di autoconoscenza e semmai agevolare i propri processi di trasformazione; questo percorso autoconoscitivo è finalizzato alla scoperta di Sé, alla conoscenza e cura di Sé e risponde al “Bisogno di Conoscersi” e non alla rimozione del sintomo o al raggiungimento di una guarigione.
Per questo l’analisi finalizzata all’Individuazione – (Psico)Analisi per l’Individuazione, PsicoAnalisi Filosofica (o Analisi filosofica), Psicoanalisi naturaliter Laica – è un percorso eminentemente filosofico (l’Analisi è, vale la pena ricordarlo ancora, un metodo filosofico) e necessariamente non breve, decisamente curativo, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, e certamente diverso negli obbiettivi e nelle forme dall’intervento terapeutico (in tutti i casi in cui il metodo analitico è posto al servizio di una chiara richiesta di guarigione sintomatica o richiesta terapeutica, si dovrebbe parlare appropriatamente di “psicoterapia analitica”, usando esplicitamente questo termine). Per quanto qui sopra, l’analisi dura o può durare anni e non certo perché è un trattamento clinico che dopo diversi anni deve ancora essere portato a soddisfacente conclusione. L’ “Analisi” pertanto, come metodo e strumento conoscitivo e curativo, ben diversamente dall’ingaggio terapeutico attivitato dalla necessità del dolore e delle sintomatologie disturbanti, è un percorso intrapreso generalmente da chi ha la maturità filosofica di volersi conoscere, scoprire e curare attraverso l’autoconoscenza, da chi, del tutto “sanamente”, o quanto più sanamente potremmo dire – non spinto cioè dalla necessità obbligante di dover rimuovere fastidiosi sintomi, sofferenze o disturbi di vario genere (e quindi senza passare necessariamente da una psicoterapia analitica) – ha e si fa domande esitenziali, profonde, che richiedono risposte per essere soddisfatte.
Il terapeuta, proprio come fa il meccanico (nella metafora usata qui sopra), ripara il guasto/i, i sintomi disturbanti, senza nemmeno dover dare troppe “spiegazioni tecniche” se non richieste dal cliente (paziente nel caso del terapeuta), mentre chi fa analisi mira a conoscersi profondamente (“filosofia del Sé e analisi del profondo”) e questo non è, né significa affatto, riparare la propria auto (i guasti della propria Anima), bensì formarsi come esseri umani più consci e consapevoli, conoscere più profondamente e dettagliatamente la propria Anima (la propria macchina, nella nostra metafora), quando non addirittura farsi meccanici o ingegneri e si capisce che questo si fa attraverso percorsi di cura ed educazione psichica necessariamente piuttosto lunghi.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che si può – e secondo noi si dovrebbe -, proprio per curarsi al meglio, intraprendere un percorso di “Filosofia del Sé”, una “(Psico)Analisi Filosofica, Laica, per l’Individuazione”, senza esser necessariamente mossi da dirturbi o sintomi patologici, anzi “stando bene”, mossi cioè dall’obbiettivo e dal bisogno autonomo di conoscersi e semmai di dare risposte e soluzioni alle proprie questioni esitenziali (che non sono affatto patologie). Del resto farsi domande e il connesso desiderio di avere risposte sulla propria vita, sul senso della vita – Filosofia del Sé – sono un’istanza e un atto estremamente fecondi, naturali ed auspicabili – “Una vita non posta in esame non vale la pena di essere vissuta” di Socrate suona molto prossimo a “L’uomo non può sopportare una vita priva di senso” di Carl Gustav Jung – che, se accolti e curati, portano risultati e sviluppi positivi rilevanti ed evidenti.

Daniele Cardelli

Formazione in
PSICOANALISI

filosofica, laica, archetipica
per l’Individuazione

DURATA

  • Formazione: 4 anni solari (salvo percorsi di formazione concentrata o riconosciuti, che sono più brevi)

FREQUENZA

  • Settimanale:
    – colloqui individuali di 45min/1h ciascuno (40 ore annuali)
    – gruppi di formazione (martedì 16.30-20.00)
    – corsi L.U.I.S.A. (venerdì 16.30-20.00)
    – evento annuale conclusivo
  • Online e/o in presenza

FIGURA PROFESSIONALE FORMATA

  • Analista ad orientamento archetipico

Il percorso formativo consente l’inserimento nell’elenco iscritti JHAPA – Jung Hillman Associazione di Psicoanalisi Archetipica

REQUISITI DI ACCESSO

  • Laurea di I o II livello conseguita o in fase di conseguimento
  • Colloquio preliminare conoscitivo e motivazionale

COSTI

  • Formazione completa: analisi individuale, gruppo di formazione, eventi, corsi della
    Libera Università Internazionale di Studi sull’Anima

    Soluzione unica: € 4.000 all’iscrizione
    Rate: € 4.100 pagabili in 2, 3 o 4 rate mensili consecutive
    Mensile: € 350 per ciascuna delle 12 rate mensili consecutive dell’annualità

MODALITÀ DI PAGAMENTO

  • Flessibile (da concordare al colloquio di iscrizione con la direzione didattica)

Pur essendo un organismo che accoglie le associazioni di vario orientamento, l’identità dell’associazione costituente della CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA PSICOANALISI LAICA si rifà alla prospettiva analitica-archetipica e ai suoi migliori esponenti, particolarmente Carl Gustav Jung e James Hillman, assumendo conseguentemente anche l’acronimo di JHAPA – Jung Hillman Associazione di Psicoanalisi Archetipica, Jung Hillman Archetypal Psychoanalisys Association

La Confederazione, in una prima fase sperimentale, si era costituita il 29 Settembre 2009 a Firenze con il nome di CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA PSICOANALISI LAICA; la Scuola di Filosofia del Sè e Analisi del Profondo – Scuola Master Internazionale di Studi sull’Anima e il Circolo Jung, fondatori della suddetta Confederazione, hanno ideato, organizzato e promosso a Firenze il 19 Giugno 2010 il “I Convegno Internazionale per la Psicoanalisi Laica”

Daniele Cardelli

Fondatore, Presidente e Direttore della JHAPA
Confederazione per la Psicoanalisi Filosofica, Laica, per l’Individuazione